Laura Pipponzi
Sono marchigiana, laureata ad Urbino e attualmente iscritta all’Università di Modena.
Il mio primo contatto con una realtà interculturale? Una vacanza studio che ho cercato di annullare fino all’ultimo minuto per paura di prendere l’aereo e di non saper comunicare. Ma la paura è stata così entusiasmante che ho ripetuto questa esperienza fino a perdere il conto degli aerei che mi hanno portato dall’Irlanda, al Regno Unito, fino alla Spagna. E mentre mi laureavo ad Urbino sono partita di nuovo per preparare la mia tesi di laurea con il progetto Erasmus. Mi sono laureata con i sintomi di quella che viene definita come “sindrome post-Erasmus”: l’anno all’estero è ricco di emozioni, incontri e scoperte; così il ritorno in patria diviene opprimente. Ti metti subito alla ricerca di progetti che ti permettano di continuare a viaggiare. E così ho fatto; sono ripartita, questa volta per lavorare in una scuola di lingua per stranieri.
Come diceva Sant'Agostino: “Il mondo è un libro e chi non viaggia ne legge solo una pagina”.
Appartenere all’Unione europea è una cosa stupenda: ci permette di crescere in un ambiente interculturale sperimentando ogni giorno il significato di essere “uniti nella diversità”.

