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Solo conoscendo le lingue è possibile fare i cittadini nel modo migliore

Per il radicamento della cultura universalista dei diritti umani il momento dell’educazione è fondamentale, anzi pregiudiziale. La pratica delle virtù morali della solidarietà, della condivisione, della gratuità, del servizio, della nonviolenza deve essere insegnata, all’interno di programmi che prevedano la trasmissione di puntuali dati cognitivi circa la dimensione globale della condizione umana e i contenuti dei valori recepiti dalla nuova legge internazionale.

Carla Bertacchini

Perché l’educazione è fondamentale per il radicamento della cultura dei diritti umani?

La realizzazione di un nuovo ordine internazionale democratico dipende, in ultima istanza da atti di volontà politica degli stati ,ma perché questa si manifesti, occorre che anche dentro gli stati - tra gli uomini delle istituzioni, gli esperti di diritto, negli ambienti universitari, nel mondo della scuola - la tradizionale cultura politica venga sostituita dalla cultura internazionale. Per il radicamento della cultura universalista dei diritti umani il momento dell’educazione è fondamentale, anzi pregiudiziale. La pratica delle virtù morali della solidarietà, della condivisione, della gratuità, del servizio, della nonviolenza deve essere insegnata, all’interno di programmi che prevedano la trasmissione di puntuali dati cognitivi circa la dimensione globale della condizione umana e i contenuti dei valori recepiti dalla nuova legge internazionale. È consigliabile, su un piano generale, condurre lo studio dei diritti in una duplice prospettiva: sincronica e diacronica, entrambe valide anche in una dinamica interculturale. In particolare: in una prospettiva di attualità attraverso una elaborazione a livello teorico-politico, con triplice approccio (diritto nazionale, internazionale e degli atti internazionali). Viene in tal senso promosso lo studio fondato su Dichiarazioni dei diritti, delle convenzioni e dei patti contemporanei, come strumenti per tutelare l’integrità della persona. Ad esso si accompagna un’analisi dei concetti (uguaglianza, libertà, discriminazione)che deve porre particolarmente in evidenza i rapporti internazionali, sia tra la persona e lo stato che degli stati tra loro. L’internazionalizzazione dei diritti, l’interesse per la loro violazione in ogni Stato, le correlazioni tra gli equilibri dei vari paesi costituiscono la premessa per una corretta comprensione degli sviluppi della società mondiale in una prospettiva storica, come approccio alle grandi questioni sociali che travagliano il nostro tempo. Il progresso dei diritti umani, ad esempio, non va visto soltanto nell’ambito del mondo occidentale, pur se le formulazioni attuali scaturiscono dal pensiero europeo. La genealogia dei diritti - con il passaggio da quelli civili a quelli politici - costituisce una modalità per rileggere la storia dell’umanità nelle sue lotte per la giustizia. Al momento attuale, proprio questa distinzione aiuta a comprendere la situazione dei paesi in via di sviluppo, dove permangono spesso inadempiuti sia i primi che i secondi : il concetto di autodeterminazione, lo sviluppo dei diritti culturali e identitari sono essenziali per la conoscenza dei nuovi rapporti che si stabiliscono nelle odierne società multiculturali1.1

Diamo spazio all'Educazione alla cittadinanza e all’educazione all’affettività

L’insegnamento della lingue e delle relative culture nelle scuole presenti nello scenario europeo contempla un ambito particolarmente ambizioso, ma altrettanto motivante e significativo per il successo formativo degli studenti, ovvero l’educazione alla cittadinanza; una disciplina di tipo fortemente trasversale che rappresenta il filo rosso nell’intera politica educativa giovanile: essere consapevoli dei diritti e doveri che l’appartenenza ad una determinata comunità politica o sociale comporta.

Quali docenti, soprattutto in ambito linguistico/umanistico, il nostro obiettivo è far comprendere agli studenti questo senso di comunità di appartenenza e di promuovere i valori legati alla solidarietà , al rispetto, al senso di responsabilità ; chiaramente ciò ci porta a confrontarci con l’educazione civica , partendo proprio dall’aspetto meramente lessicale infatti l’appartenenza alla città ha due riferimenti terminologici –civicness e citizenship2 e di conseguenza segnalando ai nostri ragazzi come il

primo si riferisca all’acquisizione di conoscenze in campo sociale e democratico, mentre il secondo si identifichi come identità e valorialità .

Solo affrontando insieme citizenship e civicness3 saremo in grado di fornire alle future generazioni quegli occhiali giusti, le cui

lenti consentiranno loro di individuare soluzioni adeguate per :

  1. approcciare i problemi secondo la prospettiva dell’unitarietà, in quanto membri di una società globale;

  2. assumere senso di responsabilità attraverso la comprensione e l’apprezzamento delle differenze culturali;

  3. acquisire pensiero critico e assumere un atteggiamento costruttivo;

  4. dimostrare disponibilità per superare i conflitti in modo non violento;

  5. essere aperti ai cambiamenti di stile di vita per al difesa dell’ambiente;

  6. dimostrare la propria sensibilità nella direzione dei diritti umani;

  7. partecipare attivamente alla vita politica a livello locale , nazionale ed internazionale

L’educazione alla cittadinanza trova dunque nello studio delle lingue e delle culture europee il serbatoio al quale attingere e nell’educazione all’affettività la sua controparte. Infatti, se riprendiamo le tappe salienti dell’educazione alla cittadinanza e all’affettività, così come segnalate dalle Indicazioni Nazionali del 2003, da questo confronto già avvertiamo la stretta correlazione tra appartenenza ad una comunità e conseguente disponibilità emotiva all’incontro con l’altro, componenti salienti per dare vita ad un vero e proprio profilo interculturale e multilingue, così come compare nel diagramma successivo .

Si configura perciò un quadro educativo dinamico e in progress dello studente che, fin dalla scuola primaria, si proietta all’esterno e che nel processo di scoperta e di armonizzazione con l’altro e con gli altri trova una sua nuova dimensione linguistico culturale

1 1 Milena Canterini in http://www.comune.torino.it/cultura/intercultura/7/7c2.html (in "Scuola e Didattica", n. 6, 1996, pp.13-16).

2 F.Zanetti, E.Pacetti Fare i cittadini è il modo migliore di esserlo. In ECSPRESS Edition, 3,Brno, 2007 pag 261

3 Cfr L. Guerra, Educazione civica o educazione alla cittadinanza? In http://www.professionecittadino.it/2004-2005/GUERRA.htm

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