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L'allargamento dello Spazio Schengen: alla ricerca di un'Europa riunita

“Ma qual’è lo stato di salute delle frontiere dell’Est europeo?”

Madalina Gligor (Testimonianze da www.uelife.eu)

Dal 21 dicembre 2007 per le frontiere marittime e terrestri, e dal 30 marzo 2008 per le frontiere aeree, l'Unione Europea accoglie nello spazio di libera circolazione nove paesi dell'Est: Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Ungheria e Malta fanno cosi un nuovo passo nella loro odissea Europea.

Al confine tra Ungheria e Slovacchia, i ricordi del passato ancora pesano

Per coloro che risiedono lungo i confini ungheresi, l’abbattimento delle dogane del 21 dicembre 2007, è stato un evento storico. Ma non tutti sono entusiasti. Ricordiamoci un po' di storia: dopo la Prima Guerra Mondiale, il Trattato del Trianon, nel 1920, spacca l'impero austro-ungherese e decide che la maggior parte della terra ungherese deve appartenere, con tutte le proprietà annesse, alla Slovacchia. L’Ungheria perde così il 71% della sua superficie territoriale e il 66% della sua popolazione mentre la Slovacchia diventa parte dell’allora Cecoslovacchia. Il 21 Dicembre 2007 certo non cancellerà i ricordi dolorosi di un passato non poi così lontano, ma certamente aiuterà a rimarginare le ferite ancora aperte.

Assicurare i confini esterni dello Spazio Schengen: Il Big Brother slovacco e il confine polacco

Con l’allargamento dell’area Schengen non ci sono più controlli di frontiera in una larga fetta d’Europa, dalla Polonia e Slovacchia, fino al Portogallo. Ma qual è lo stato di salute delle frontiere dell'Est europeo? Sono la Polonia e la Slovacchia in grado di garantire i livelli di sicurezza richiesti alle frontiere? Il confine polacco dell’Unione Europea si estende per 1163 chilometri, tocca Russia, Bielorussia e Ucraina ed è controllato da 10mila guardie di confine. Il numero di poliziotti per chilometro quadrato è di uno a otto perché 2000 effettivi sono schierati negli aeroporti internazionali. In aggiunta, in alcuni punti del confine, possono essere impiegate in caso di necessità delle truppe ausiliarie. Grazie ad un lungo periodo di preparazione da almeno dieci anni la Polonia si è adattata gradualmente e senza troppa difficoltà agli standard richiesti.

Per quanto riguarda il confine orientale slovacco, questo è sotto l'occhio vigile del "Grande Fratello", che somiglia sempre più ad una fortezza: infatti, è adesso possibile controllare nei monitor immagini in diretta dai quasi 100 chilometri di confine fino a Bratislava. Telecamere e pattuglie mobili verificano che nessuno entri con facilità nello spazio di Schengen: strade, ferrovie e i camion vengono tutti passati allo scanner. Grazie a un lavoro assiduo, sostenuto economicamente anche dall'Unione Europea, la Slovacchia ha reso più fitti i controlli sul confine orientale, ultimo posto di controllo tra l'Ucraina e l'Oceano Atlantico, soprattutto contro i migranti indesiderati.
 

Al centro del continente: Slovenia e Italia si danno la mano
Con l’entrata della Slovenia nell’area Schengen, sono caduti i 280 chilometri di confine che la separavano dall’Italia, simbolo della "cortina di ferro" e di una "guerra fredda" che per decenni ha diviso l’Europa. La città di Gorizia (Friuli Venezia Giulia), proprio come Berlino nel 1989, ha celebrato la sua “riunificazione”: nessuna barriera, infatti, la dividerà più da Nova Gorica (Nuova Gorizia), la città slovena nata sui quartieri goriziani assegnati nel 1947 alla Jugoslavia comunista.

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